20 gen 2012

Addio Megaupload?

3 Comments Diary, News, Web

Cavalco l’onda della protesta che da alcune ore è esplosa sul web e su tutti i social network a causa della “presunta” chiusura di Megaupload da parte della FBI. Per chi avesse passato gli ultimi dieci anni intrappolato in una lastra di grafite, quest’ultimo è il maggiore tra i siti di upload\download presenti sulla rete e che fino ad oggi ha permesso largo accesso anche a contenuti musicali, video e software protetti dalle leggi sui copyright.

Un peccato perché grazie ai social network stavo imparando tutto sulle barche in questi giorni (freddura!), ma di quest’ultimo argomento me ne intendo un pochino di più, quindi mi permetto di dire la mia.

Inanzi tutto è bene chiarire una differenza sostanziale tra le due proposte di legge varate in America (e non ancora approvate) che hanno portato alla cessazione del servizio.

C’è una bella differenza, infatti, tra l’emendamento contro la censura (PIPA) e quello contro la violazione di copyright (SOPA).
Non a caso la mobilitazione online di Avaaz (petizione online che in meno di un giorno ha raccolto quasi 2 milioni di adesioni) ha fatto ritirare proprio la PIPA, grazie alla quale (forse) si salveranno importantissimi siti di divulgazione libera quali Wikipedia e affini.

il SOPA invece, quello che blocca la condivisione sul web di materiale protetto dal diritto d’autore, altro non fa che far rispettare una legge che già esiste. Non si tratta di regime totalitario, ne di censura, ne altro: stiamo parlando di una legge sul copyright che per anni abbiamo TUTTI VIOLATO ed adesso sta venendo tutelata. Trovo quindi profondamente ipocrita sentire gli echi di persone che fino a ieri si lamentavano della mancanza di legalità che adesso si lamentano perché gli è stata tolta la possibilità di violare la legge. O si sta da una parte o dall’altra.

Ma allora rimuovete i contenuti illegali e lasciate aperto il sito.

Se in un albergo avviene un omicidio la struttura viene messa sotto sequestro. Poi se il cliente che ne usufruiva per motivi leciti rimane fuori, allora ha diritto a un risarcimento danni che la struttura è obbligata per legge ad erogare. Gli utenti paganti di Megaupload sono più che tutelati, allo stesso identico modo di quando andiamo al cinema e il film viene interrotto: si ha diritto a un risarcimento totale o parziale, a seconda dei casi.

La differenza tra albergo, cinema e Megaupload sta nel fatto che se io carico qualcosa su uno spazio, il gestore ne acquisisce la responsabilità sulla distribuzione . In tutte le note legali che compaiono prima dell’iscrizione a un servizio (se mai qualcuno le avesse lette) questo è scritto. Quando ti dicono che non si assumono la responsabilità è solo un escamotage per pararsi il culo: Non funziona così a livello giuridico, ma se loro lo scrivono sei intimato a non combinare casini.

Ma ora che hanno cancellato Megaupload, andranno persi centinaia e centinaia di film ormai irrecuperabili.

Megaupload non è stato cancellato, ma sottoposto al fermo della procura. Nessuno può cancellare nulla senza l’ordinanza di un giudice, manco in America, manco l’FBI. Il sito attualmente è “solo” inattivo, ma la roba è ancora tutta li’ dove stava prima. Tralaltro: avete idea di quanto siano grandi i server di megaupload? Non si tratta certo di un computer portatile, ma una memoria di massa formata da decine di operatori che condividono migliaia di Terabyte. Anche volendo, l’unico modo per cancellare in poche ore un archivio del genere sarebbe distruggere le macchine, cosa che non è stata fatta, statene certi.

Ma quindi, tu sei pro SOPA?

Per fare il mio lavoro sono registrato alla camera di commercio come impresa privata, ergo pago la licenza sui programmi di grafica che utilizzo, altrimenti andrei al gabbio. Grazie al file sharing CHIUNQUE può scaricarsi un Adobe e diventare un grafico, perchè può avere accesso alla mia “attrezzatura”. Poi magari sarà anche migliore di me, per carità, ma è comunque illegittimo. E’ come essere degli ottimi chirurghi, migliori di tanti altri, ma non possedere la laurea. E’ principalmente il file-sharing che ha saturato il mercato a cui mi riferisco, senza di esso avrei meno concorrenza, quindi più lavoro e più soldi.

Ma lavora chi e’ piu’ bravo!

No, non si tratta di “lavora chi è piu’ bravo”. Nel mio campo il 99% del mercato di riferimento è fatto di gente che di grafica ne capisce meno di zero, quindi un incompetente che si scarica photoshop lavora quanto me, se vuole.

Ma senza aver scaricato la pirata, non mi sarebbe nata la passione!

Tu ti sei andato a scaricare la versione piratata. Se non c’era la pirateria avresti scaricato la trial, poi avresti comprato la licenza e l’avresti pagata 1\10 di quello che costa attualmente, trovando poi un mercato con meno concorrenza e privo del 90% degli incompetenti che girano.

Questo è un discorso che vale per tutti i prodotti multimediali, non solo i programmi: senza pirateria un cd lo pagheresti 11 mila lire come 15 anni fa, non 20 euro.

Ma scusa eh, windows si e’ diffuso su scala mondiale grazie alla pirateria, ed oggi rappresenta uno standard guadagnando ugualmente tramite tutte le piccole\medie imprese che sono obbligate ad acquistarlo per legge.

a) Microsoft, Apple, Adobe e pochi altri sono casi ISOLATISSIMI.

b) per ogni software commerciale, esiste nel 99% dei casi l’alternativa free.

Grazie a quest’ultima, non ci sarebbe comunque bisogno della pirateria, e se un bravo grafico utilizza GIMP piuttosto che Adobe io non ho nulla in contrario alla sua scelta. Il rivale di Win, vale a dire Linux, è sempre stato sotto gli occhi di tutti a costo zero e senza rischio di pirateria: di chi è la colpa?

Ma che importa dei programmi? Il problema sono i contenuti mediatici che il nostro paese spesso non ci offre (parlo delle serie tv) e che dobbiamo andare a procurarci in altri modi, sono contenuti che servono all’espandere la nostra cultura.

E il problema dove sta? Nell’America? Nell’FBI? Nelle leggi sulla privacy? No.

Il problema comincia con la S e finisce con TATO, ed è questo che dovrebbe mettere a disposizione tali contenuti, garantendo l’accesso ai diffusori mediatici esteri. Se non lo fa, allora qui possiamo parlare veramente di Censura con la C maiuscola. E’ facile poi, riempirsi la bocca con la parola cultura.

Cultura: l’insieme della tradizione e del sapere scientifico, letterario e artistico di un popolo o dell’umanità.

Film e telefilm sono definibili cultura? No, almeno per quello che riguarda l’accezione basica del termine, ossia quella che viene già garantita ad ogni cittadino tramite la Scuola di Stato in quanto diritto fondamentale (non sempre è cosi’ purtroppo, ma in teoria dovrebbe esserlo).

Qui invece parliamo di opere intellettuali, sicuramente parte del patrimonio dell’umanità, ma destinate all’intrattenimento. Negli USA, promotori della proposta, sono catalogate come Entertaiment, appunto. Mi dispiace dirlo ma l’intrattenimento non è un diritto, che si parli della Costituzione Italiana o della Carta dei Diritti del Cittadino Americana, semmai un servizio: qualcosa di accessibile a tutti ma sotto forma di privilegio. I privilegi, come tali, hanno un prezzo.

Prezzo che, concludo qui, sarebbe estremamente inferiore a quello attuale e che io sarei ben felice di pagare se la pirateria non esistesse.

12 gen 2012

Regime dei minimi 2012: le novita’

No Comments News

L’articolo 27 della Manovra Finanziaria 2011 – dl n. 98/2011 convertito dalla legge n.111/2011 – riforma il regime dei minimi, che entrerà in vigore il primo gennaio 2012. Sul reddito conseguito si applicherà un’imposta sostitutiva di IRPEF e relative addizionali del 5% (non più del 20%). Il regime agevolato sarà applicabile per il periodo d’imposta di inizio attività e per i 4 successivi. Per i più giovani, sarà applicabile anche oltre i primi 5 esercizi, ma solo fino al compimento dei 35 anni d’età.

Regime dei minimi: requisiti
Il nuovo regime dei minimi è riservato esclusivamente alle persone fisiche che intraprendono una nuova attività d’impresa o di lavoro autonomo, o che l’hanno intrapresa a partire dal 2008.

Il contribuente non deve aver esercitato nei 3 anni precedenti attività d’impresa, artistica o professionale, neanche in forma associata o familiare.

La nuova attività non deve costituire mera prosecuzione di altra attività (medesimo contenuto economico, beni, clienti e organizzazione di mezzi necessari al suo svolgimento), precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (comprese le forme di collaborazione coordinata e continuativa), a meno che non si sia trattato di un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte o professione.

Ricapitolando
Dal primo gennaio, tutti i possessori di partita IVA con regime dei minimi che abbiano meno di 35 anni e attività intrapresa dopo il 2008, non dovranno più applicare la ritenuta d’acconto del 20% sulle loro fatture ma pagare un 5% all’IRPEF sul fatturato finale a fine anno tramite dichiarazione dei reditti.
Resta invariato invece l’obbligo di marca da bollo da euro 1,81 per gli importi superiori a 77 euro e l’applicazione dei contributi INPS o INPDAP a seconda del vostro settore.

 

05 gen 2012

Consigli di webdesign

No Comments Design, Geek, News, Web

Quello che non tutti sanno (e che spesso dimentico anche io) è che la mia passione per la grafica nasce dal webdesign. E’ proprio così. Prima ancora di sapere cosa fossero Photoshop, Illustrator, Indesign, Quark e chi più ne ha ne metta, i miei primi passi nel mondo del design li ho mossi usando Netscape Composer. Come sviluppatore web dunque posso dire di avere una buona esperienza. Certo, non ho mai approfondito questa conoscenza tanto da definirmi un esperto, ne intendo dedicargli uno spazio nella mia vita lavorativa che non sia di nicchia. Ammetto però di aver affrontato con successo sfide all’interno della costruzioni di siti web di ogni tipo, dal semplice linguaggio HTML allo sviluppo di codici in Java e Php, all’animazione Flash e la scrittura in ActionScript, fino a confrontarmi con CMS di uso comune e anche un po meno.

Quello che mi lascia ancora perplesso nel campo del web, è quanti in Italia ancora non capiscano una virgola di questo strumento di comunicazione e spesso affidino la costruzione dei propri siti a studi di sviluppo a basso costo ottenendo come risultato siti dilettantistici più dannosi che altro per il cliente.

Mentre spulciavo nel mio archivio, mi è capitata tra le mani una relazione tecnica che scrissi per un sito qualche tempo fa. La trovo abbastanza interessante e nonostante gli anni ancora attuale. Penso che potrebbe essere una buona dispensa sugli errori da non fare quando si costruisce un sito, dunque voglio renderla pubblica.

(Il nome del sito è stato cambiato, per evitare attriti)
Read more

04 gen 2012

I segni dell’onore

No Comments Design, Grafica, News

Ho finalmente tra le mani I segni dell’onore, calendario storico 2012 dell’Associazione Nazionale Amministrazione Militare. A quanto pare essere sempre l’ultimo a ricevere una copia dei miei lavori sta diventando una costante, fatto sta che il risultato finale mi soddisfa parecchio (rispetto a quello dell’anno scorso non c’è paragone). Sarà anche perché stavolta ho dovuto alzare la voce per ottenere una maggiore libertà sui contenuti grafici, ma la differenza è sostanziale, tant’è che ho deciso di fare qualche foto per mostrarvelo!

03 gen 2012

Toys

No Comments Design, Grafica, Illustrator

Ho deciso di caricare un po di plance per toys di carta che avevo disegnato l’anno scorso per il 150° dell’Unità d’Italia. L’idea era quella di venderle al Ministero degli Interni, ma alla fine è stato un buco nell’acqua. I pupazzi ad ogni modo sono usciti decisamente bene per i miei gusti e anche se nessuno si metterà a ritagliarli e montarli (finora l’unica che ha affrontato la sfida è stata una mia amica fin troppo paziente, grazie Ire), sono comunque felice di condividerli qui sul mio spazio!


Attenzione, i file sono molto grandi e potrebbe impiegarci un po’ di tempo per scaricarsi!
Questo qui sotto è un’altro toy fatto da me, sfruttando la stessa plancia, per puro diletto personale. Indovinate di chi si tratta? Vi do un indizio:
RAMMSTEIN! RAMMSTEIN!