Cavalco l’onda della protesta che da alcune ore è esplosa sul web e su tutti i social network a causa della “presunta” chiusura di Megaupload da parte della FBI. Per chi avesse passato gli ultimi dieci anni intrappolato in una lastra di grafite, quest’ultimo è il maggiore tra i siti di upload\download presenti sulla rete e che fino ad oggi ha permesso largo accesso anche a contenuti musicali, video e software protetti dalle leggi sui copyright.
Un peccato perché grazie ai social network stavo imparando tutto sulle barche in questi giorni (freddura!), ma di quest’ultimo argomento me ne intendo un pochino di più, quindi mi permetto di dire la mia.
Inanzi tutto è bene chiarire una differenza sostanziale tra le due proposte di legge varate in America (e non ancora approvate) che hanno portato alla cessazione del servizio.
C’è una bella differenza, infatti, tra l’emendamento contro la censura (PIPA) e quello contro la violazione di copyright (SOPA).
Non a caso la mobilitazione online di Avaaz (petizione online che in meno di un giorno ha raccolto quasi 2 milioni di adesioni) ha fatto ritirare proprio la PIPA, grazie alla quale (forse) si salveranno importantissimi siti di divulgazione libera quali Wikipedia e affini.
il SOPA invece, quello che blocca la condivisione sul web di materiale protetto dal diritto d’autore, altro non fa che far rispettare una legge che già esiste. Non si tratta di regime totalitario, ne di censura, ne altro: stiamo parlando di una legge sul copyright che per anni abbiamo TUTTI VIOLATO ed adesso sta venendo tutelata. Trovo quindi profondamente ipocrita sentire gli echi di persone che fino a ieri si lamentavano della mancanza di legalità che adesso si lamentano perché gli è stata tolta la possibilità di violare la legge. O si sta da una parte o dall’altra.
Ma allora rimuovete i contenuti illegali e lasciate aperto il sito.
Se in un albergo avviene un omicidio la struttura viene messa sotto sequestro. Poi se il cliente che ne usufruiva per motivi leciti rimane fuori, allora ha diritto a un risarcimento danni che la struttura è obbligata per legge ad erogare. Gli utenti paganti di Megaupload sono più che tutelati, allo stesso identico modo di quando andiamo al cinema e il film viene interrotto: si ha diritto a un risarcimento totale o parziale, a seconda dei casi.
La differenza tra albergo, cinema e Megaupload sta nel fatto che se io carico qualcosa su uno spazio, il gestore ne acquisisce la responsabilità sulla distribuzione . In tutte le note legali che compaiono prima dell’iscrizione a un servizio (se mai qualcuno le avesse lette) questo è scritto. Quando ti dicono che non si assumono la responsabilità è solo un escamotage per pararsi il culo: Non funziona così a livello giuridico, ma se loro lo scrivono sei intimato a non combinare casini.
Ma ora che hanno cancellato Megaupload, andranno persi centinaia e centinaia di film ormai irrecuperabili.
Megaupload non è stato cancellato, ma sottoposto al fermo della procura. Nessuno può cancellare nulla senza l’ordinanza di un giudice, manco in America, manco l’FBI. Il sito attualmente è “solo” inattivo, ma la roba è ancora tutta li’ dove stava prima. Tralaltro: avete idea di quanto siano grandi i server di megaupload? Non si tratta certo di un computer portatile, ma una memoria di massa formata da decine di operatori che condividono migliaia di Terabyte. Anche volendo, l’unico modo per cancellare in poche ore un archivio del genere sarebbe distruggere le macchine, cosa che non è stata fatta, statene certi.
Ma quindi, tu sei pro SOPA?
Per fare il mio lavoro sono registrato alla camera di commercio come impresa privata, ergo pago la licenza sui programmi di grafica che utilizzo, altrimenti andrei al gabbio. Grazie al file sharing CHIUNQUE può scaricarsi un Adobe e diventare un grafico, perchè può avere accesso alla mia “attrezzatura”. Poi magari sarà anche migliore di me, per carità, ma è comunque illegittimo. E’ come essere degli ottimi chirurghi, migliori di tanti altri, ma non possedere la laurea. E’ principalmente il file-sharing che ha saturato il mercato a cui mi riferisco, senza di esso avrei meno concorrenza, quindi più lavoro e più soldi.
Ma lavora chi e’ piu’ bravo!
No, non si tratta di “lavora chi è piu’ bravo”. Nel mio campo il 99% del mercato di riferimento è fatto di gente che di grafica ne capisce meno di zero, quindi un incompetente che si scarica photoshop lavora quanto me, se vuole.
Ma senza aver scaricato la pirata, non mi sarebbe nata la passione!
Tu ti sei andato a scaricare la versione piratata. Se non c’era la pirateria avresti scaricato la trial, poi avresti comprato la licenza e l’avresti pagata 1\10 di quello che costa attualmente, trovando poi un mercato con meno concorrenza e privo del 90% degli incompetenti che girano.
Questo è un discorso che vale per tutti i prodotti multimediali, non solo i programmi: senza pirateria un cd lo pagheresti 11 mila lire come 15 anni fa, non 20 euro.
Ma scusa eh, windows si e’ diffuso su scala mondiale grazie alla pirateria, ed oggi rappresenta uno standard guadagnando ugualmente tramite tutte le piccole\medie imprese che sono obbligate ad acquistarlo per legge.
a) Microsoft, Apple, Adobe e pochi altri sono casi ISOLATISSIMI.
b) per ogni software commerciale, esiste nel 99% dei casi l’alternativa free.
Grazie a quest’ultima, non ci sarebbe comunque bisogno della pirateria, e se un bravo grafico utilizza GIMP piuttosto che Adobe io non ho nulla in contrario alla sua scelta. Il rivale di Win, vale a dire Linux, è sempre stato sotto gli occhi di tutti a costo zero e senza rischio di pirateria: di chi è la colpa?
Ma che importa dei programmi? Il problema sono i contenuti mediatici che il nostro paese spesso non ci offre (parlo delle serie tv) e che dobbiamo andare a procurarci in altri modi, sono contenuti che servono all’espandere la nostra cultura.
E il problema dove sta? Nell’America? Nell’FBI? Nelle leggi sulla privacy? No.
Il problema comincia con la S e finisce con TATO, ed è questo che dovrebbe mettere a disposizione tali contenuti, garantendo l’accesso ai diffusori mediatici esteri. Se non lo fa, allora qui possiamo parlare veramente di Censura con la C maiuscola. E’ facile poi, riempirsi la bocca con la parola cultura.
Cultura: l’insieme della tradizione e del sapere scientifico, letterario e artistico di un popolo o dell’umanità.
Film e telefilm sono definibili cultura? No, almeno per quello che riguarda l’accezione basica del termine, ossia quella che viene già garantita ad ogni cittadino tramite la Scuola di Stato in quanto diritto fondamentale (non sempre è cosi’ purtroppo, ma in teoria dovrebbe esserlo).
Qui invece parliamo di opere intellettuali, sicuramente parte del patrimonio dell’umanità, ma destinate all’intrattenimento. Negli USA, promotori della proposta, sono catalogate come Entertaiment, appunto. Mi dispiace dirlo ma l’intrattenimento non è un diritto, che si parli della Costituzione Italiana o della Carta dei Diritti del Cittadino Americana, semmai un servizio: qualcosa di accessibile a tutti ma sotto forma di privilegio. I privilegi, come tali, hanno un prezzo.
Prezzo che, concludo qui, sarebbe estremamente inferiore a quello attuale e che io sarei ben felice di pagare se la pirateria non esistesse.
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Sono un giovane graphic-designer romano, diplomato presso l'Istituto Europeo di Design, indirizzo di grafica. In questi anni ho lavorato sia come impiegato presso diversi studi professionali, sia come free-lance. Dal 2011, inoltre, svolgo regolari docenze presso corsi di formazione professionale in grafica pubblicitaria.






Non sono d’accordo sul fatto, che i cd musicali, software ecc, costerebbero meno se non ci fosse la pirateria, in quanto, se ci pensi bene è un circolo vizioso, perché allora potrei anche dire, che se si abbassassero considerevolmente i prezzi, allora anche la pirateria calerebbe. Purtroppo secondo me, non si risolverà mai questo problema, perché la pirateria esisterà sempre, e le aziende non vorranno rinunciare al guadagno, perché, bene o male, anche se le cose costano care, i “furbi” che lr comprano ci sono sempre; vedi ad esempio l’IPhone, che ha un prezzo assolutamente esagerato, per quello che è, viene cmq venduto come il pane. Se la gente avesse il cervello, NON comprerebbe tutto al prezzo che gli viene messo subito davanti, e se nessuno comprasse, le cose verrebbero vendute al prezzo giusto. Ma tanto, l’uomo resterà sempre ottuso.
Altrochè! Se scomparirebbe la pirateria, le software house, essendo quindi le uniche vie di diffusione farebbero prezzi esorbitanti, per cui o lo compri o ti friggi! Mettiamo i piedi per terra! IMHO dovresti sapere bene, caro autore, che il software senza licenza può essere utilizzato solo a livello amatoriale (non sto dicendo che sia legale), ma per svolgere la professione è doveroso e obbligatorio avere la licenza, dato che si è soggetti a controlli della finanza! Se un ragazzino dovesse acquistare giochi per la playstation, quest’ultima fallirebbe perchè nessuno spenderà mai 60 € per giocarci 2 ore. E li si, ti ricorda le slot machine che i n pochi secindi ti spennano. La pirateria esiste, da sempre, ed è la risposta a quanto stabilito da una società marcia come la SIAE…(per noi che siamo in Italia). Ricordo nel lontano 1989 le crack per autocad in dos, quindi ripeto, la pirateria ha messo le radici e non può essere può essere più estirpata! Se in uno stato, il 90 % delle persone comincia a rubare, significa che qualcosa più non va, significa che il ricco continua ad arricchirsi! Non so cosa pensi tu a riguardo, ma questo è il mio pensiero. Io non svolgo professioni informatiche quindi non so. Sono però favorevole alla pirateria, anche se dovesse dannerggiarmi. Sino ad ora sono i prezzi folli che mi danneggianoi!!
Maledetti coglioni io gli amazzo megaupload e megavideo erano bellissimi!